le illegalità di Stallman: la Free Software Foundation

le illegalità di Stallman:
da una parte fonda una associazione non profit

The Free Software Foundation (FSF) is a nonprofit with a worldwide mission to promote computer user freedom and to defend the rights of all free software users

dall’altra invece permette agli aderenti di trarre profitto, venendo meno alla regola del non profitto

…dal momento che il software libero non è una questione di prezzo, un basso prezzo non vuol dire che il programma sia più libero o più vicino ad esserlo. Perciò se state ridistribuendo copie di software libero, potreste anche venderle ad un prezzo consistente e guadagnarci. Ridistribuire il software libero è una attività buona e legale; se la fate, potete anche trarne profitto.

http://www.gnu.org/philosophy/selling.it.html

 

profit

 

un giocatore della Free Software Foundation: sulla maglietta porta il n. 15 e sui pantaloncini il n. 14

 post 716

GNU General Private License


La GNU, definita come “General Public License” è in realtà da intendersi come “General Private License”, questo perché redatta da un privato, Richard Stallman

(da http://www.gnu.org/licenses/gpl-faq.it.html#WhatDoesGPLStandFo)
Che significa “GPL”?

“GPL” significa “General Public License” (Licenza Pubblica Generica). La GPL più diffusa è la GNU General Public License, in breve GNU GPL. L’ultimo acronimo può ancora essere abbreviato in “GPL”, se dal contesto si capisce che ci si sta riferendo alla GNU GPL.

un privato a capo di una società privata non può stabilire regole per il settore pubblico

post 715

GNU General Public License

La GNU, General Public License, è fondata su di una errata interpretazione su come debba essere un software, se libero o meno. In realtà questa distinzione è legata alle esigenze di un programmatore, o di chi crea e vende software e non di chi lo utilizza

….Preambolo

La GNU General Public License è una licenza copyleft libero per software e altri tipi di lavori.

Le licenze per la maggior parte del software e di altre opere pratiche sono progettati per togliere all’utente la libertà di condividere e modificare i lavori. Per contro, la GNU General Public License è intesa a garantire la libertà di condividere e modificare tutte le versioni di un programma – per assicurarsi che rimanga software libero per tutti i suoi utenti. Noi, la Free Software Foundation, usiamo la GNU General Public License per la maggior parte del nostro software; si applica anche a qualsiasi altro lavoro pubblicato in questo modo dai suoi autori. È possibile applicare per i propri programmi, anche.

Quando si parla di software libero, ci si riferisce alla libertà, non al prezzo…..

http://www.gnu.org/copyleft/gpl.html

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La Free Software Foundation parla di “per assicurarsi che rimanga software libero per tutti i suoi utenti”  ma bisogna distinguere tra l’utente che utilizza il software e l’utente che invece programma e modifica tale software. Questo perché alla maggior parte degli utenti non interessa minimamente il mettere mano al codice per apportare modifiche, o distribuirlo, rielaborarlo, eccetera, quindi per loro software libero o proprietario non fa nessuna differenza, quello che gli importa è proprio il prezzo

Quando si parla di software libero, ci si riferisce alla libertà, non al prezzo.

http://www.gnu.org/copyleft/gpl.html

il software dal punto di vista di un programmatore (Stallman): “Quando si parla di software libero, ci si riferisce alla libertà, non al prezzo…..” diventa quindi, visto da un utente: “Quando si parla di software libero, ci si riferisce al prezzo, non alla libertà…..”

gratis

 

tutti le regole dunque redatte nella GNU General Public License dopo la frase “Quando si parla di software libero, ci si riferisce alla libertà, non al prezzo” sono da intendersi del tutto fuori luogo e riferite ad un falso problema. La GNU General Public License si può quindi benissimo accartocciare e cestinare

 

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post 714

discussione sul software pubblico 2

 

Maurizio Ceravolo

14 feb 2015
Rispondi
+Francesco Barnaba non so le motivazioni del NO di +Martino Mosna ma ti posso dare le mie.Perchè le software house al giorno d’oggi sono tutte in mano ai privati, quando invece i servizi offerti sono vere e proprie pubbliche utilità, come i sistemi operativi per pc, i browser per navigare, editori di testo, programmi di lavoro per scuole eccetera.La storia dell’ultimo secolo ci insegna che il privato è molto più efficiente del pubblico. Non solo in Italia, ma nel mondo.
Se ci pensi in Italia molti dei colossi industriali sono ex pubblici, e sono stati messi sul mercato per la competizione globale, per fare cassa e per il fatto che i carrozzoni statali sono sempre inefficienti e immobili.Se pensi che l’alfa romeo era statale ed era ad un passo del fallimento.
Comunque anche senza scomodare queste questioni, se i comuni finanziassero un sistema operativo, sarebbero soldi buttati dalla finestra.
Attualmente al mondo ci sono tre sistemi operativi con una buona diffusione. Windows, MacOs e Linux a livello consumer. Tutto il resto è relegato a micro nicchie.
Nel mondo mobile ci sono tre sistemi operativi Android, IOs e Windows Phone. Tutto il resto…. è noia (cit.).
Ibm che ha soldi a non finire è uscita dal mercato degli os consumer 20 anni fa, malgrado avesse un ottimo os. Samsung ci sta provando  da tempo nel mobile con Tizen, ma non se lo caga nessuno.
Il motivo è l’ecosistema. Tutto quello che c’è intorno all’os.
Se anche venisse sviluppato un os del genere, non lo userebbero nemmeno i comuni perchè non troverebbero in giro nemmeno un utility di compressione, e non ci girerebbe nessuno dei software sviluppati negli per la pubblica amministrazione.
I cittadini? Non lo userebbero nemmeno loro. Anche perchè molti non sanno nemmeno che è un OS. E non percepiscono nemmeno il costo. Perchè quello che vedono girare è il computer, quelle icone è il computer. E loro comprano il computer è trovano l’OS. Che ha un costo minimo con l’hardware. Aggiungi che Windows 10 sarà un upgrade gratuito per chi ha già Windows 8, sarà gratuito per i tablet fino 10 pollici e probabilmente in futuro Windows sarà rilasciato as a service come sta diventando Office, in bundle con altri servizi, in pratica nessuno si preoccupa del costo dell’OS.
Non dico solo in Italia, ma in Europa non abbiamo un motore di ricerca, un social network, un aggregatore di notizie che…
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