autodeterminazione 2

(da  post 208 ),  la condizione base perche’ un qualcosa possa legiferare per un altro qualcosa: al variare di un diritto (dovere) di uno non varia il diritto (dovere) dell’altro e quindi e’ imparziale nel concedere o meno il diritto. 
In natura questo non esiste, perche’ e’ tutto interconnesso e ogni volta che un qualcosa muta produce dei cambiamenti in tutti i restanti qualcosa dell’universo. 
Pero’ la maggioranza dei cambiamenti reciproci sono infinitesimali (passare o non passare col rosso incide sulla probabilita’ che piovi o nevichi oppure sulla finale dei mondiali di calcio pero’ in maniera infinitesima appunto), per cui nello stabilire se un qualcosa puo’ o meno legiferare per un altro qualcosa l’infinitesimale si puo’ equiparare allo zero, come nella immagine sotto
dove e’ rappresentato l’esempio della biblioteca, con quello che dovrebbe accadere affinche’ i bibliotecari possano decidere anche per gli utenti. Nella realta’ questo non accade, e al concedere all’utente il diritto di non mostrare agli altri il proprio pc corrisponde una maggior fatica dei bibliotecari a controllare gli utenti, che in questa maniera avrebbero una maggior facilita’ all’accesso dei siti porno, per esempio. Per questi motivi i bibliotecari non concedono agli utenti questo diritto, che pure concedono a se stessi  

                                

bibliotecari ed utenti di una biblioteca. Il bibliotecario lo riconosci perche’ ha le spalle al muro, con il monitor posizionato in maniera che raramente riesci a vedere il suo schermo, a riprova che non c’e’ nessuna ragione per disporre i monitor in quella maniera e che i bibliotecari non possono legiferare per gli utenti

                     

                                                                                                                        post 209 

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