nord e sud

 

mappe concettuali errate, quelle sulle differenze tra nord e sud.

Testo con sfondo verde: le conclusioni di un’inchiesta di Repubblica, dopo avere analizzato le differenze di reddito, di qualita’ della vita ecc di una citta del nord, Reggio Emilia ed una citta’ del sud, Reggio Calabria che conclude che la miglior qualita’ della vita di Reggio Emilia e’ uno specchio della miglior qualita’ degli uomini di questa citta’, che hanno una tradizione cooperativa entusiastica, starordinari servizi sociali, per continuare con i “”terra d’inventori Unica regione al top del’Europa”, “Lavoriamo sempre per la comunità e riusciamo a prevenire le richieste” e via di questo passo, mentre per gli uomini di Reggio Calabria viene descritto il “loro attendismo”, ” problemi antichi di secoli”, “Il record che nessuno vorrebbe
la Calabria prima negli omicidi” eccetera

 Che e’ una mappa concettuale errata, perche’ (post 94) gli uomini o i popoli sono tutti uguali, non c’e’ un uomo o un popolo miglior di un altro, o piu laborioso, piu’ intelligente, piu’ organizzato eccetera. Quello che cambia e’ il clima, per cui tutte le caratteristiche di un uomo o di un popolo come la gelosia, l’organizzazione, il reddito, la presenza o meno di mafie sono solo lo specchio delle condizioni climatiche che portano in maniera automatica e senza volonta’ alcuna ad essere laboriosi nei climi freddi ed ad essere meno laboriosi in quelli caldi (e gelosi, organizzati, eccetera). L’uomo ama attribuire queste differenze ad una propria scelta, come se gli abitanti di Reggio Emilia scegliessero di essere come sono e lo stesso per gli abitanti di Reggio Calabria, ma loro non scelgono un bel niente. Semplicemente fanno quello che la temperatura dei loro luoghi di appartenza gli impone, e 2 gradi di differenza nella temperatura media gia’ stabiliscono differenze nei comportamenti, che poi la cultura di oggi attribuisce ancora alla volonta’, al libero arbitrio, sbagliando in maniera grossolana


http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/il-venerdi/2011/08/03/news/reggio_contro_reggio-19964740/

QUESTA INCHIESTA

REGGIO CONTRO

 REGGIO

Ci sono numeri che parlano più delle parole. Appartengono a questa categoria i dati che l’Istat ha raccolto in un centinaio di illuminanti statistiche in occasione del centocinquantennale dell’unità d’Italia. E che noi abbiamo ulteriormente selezionato. Il risultato è che tra certe zone del Paese c’è la differenza che non ci si aspetterebbe tra due regioni diverse, quanto piuttosto tra due continenti. E’ il caso, spesso, del confronto tra Calabria ed Emilia Romagna. La prima con quasi 7 volte la povertà relativa della seconda. Tre volte più tentati omicidi e tre volte meno servizi sociali. E così via.
Partendo da questa constatazione Riccardo Staglianò è andato a vedere come si incarnano, nella vita quotidiana, queste differenze. E ha scelto le due Reggio, Calabria ed Emilia, delle rispettive regioni. Lì si è fatto raccontare dalle famiglie di operai, monoreddito e con figli (quelle di Alfredo Pellicanò eRosario Martorana), cosa offrono le due città e se e quanto ne sono soddisfatti. Ha incontrato i due sindaci, Demetrio Arena e Graziano Delrio, chiedendo loro – e ottenendo livelli di concretezza assai diversi – le dieci cose di cui erano più orgogliosi nella loro azione amministrativa. Ha parlato conAlessandra Donelli, un’assistente sociale reggiana che ha descritto gli straordinari servizi rivolti agli anziani e con Tonino Perna, un coltissimo sociologo reggino che ha fatto notare come certi problemi siano antichi di secoli. Ha infine raccolto l’opinione di Lucio Dattola, presidente della Camera di commercio su un certo attendismo calabrese che bisogna superare e l’entusiasmo del volontario emiliano Gianluca Grassi sulla tradizione cooperativa della sua città.
Molte testimonianze che, inevitabilmente, finiscono per confermare i dati di partenza e sanciscono due modi diversi di essere “comunità”.
Dimostrando che la strada per l’unificazione sostanziale è ancora lunga.

immagini sopra: differenze nel reddito dei vari popoli, a causa delle differenze climatiche per cui i popoli che abitano le terre con le migliori condizioni climatiche dispongono di un reddito maggiore (poi ci sono tutte le altre discriminanti ma chi ha la prima parola e’ sempre il clima)

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revoca champions league 2007 Milan A.C

FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO
00198 ROMA – VIA GREGORIO ALLEGRI, 14
CASELLA POSTALE 245O
COMUNICATO UFFICIALE N. 82/A

Il Consiglio Federale

– vista la vittoria in Champions League del Milan A.C. del 23 maggio 2007;
– visto che il Milan A.C. in 40 anni ha vinto per sette volte questa importante manifestazione, senza che le altre squadre italiane, a parte poche altre realtà, abbiano la minima possibilità di aggiudicarsi questo trofeo;
– vista la natura illegittima di questa vittoria, in quanto i valori in campo non sono omogenei (sia per quanto riguarda il numero, perchè Milano è una metropoli e realtà più piccole come per esempio Parma non potranno mai competere avendo un decimo della popolazione di questa città, sia per quanto riguarda il reddito in riguardo per esempio a città come Palermo dove il capitale circolante a parità di popolazione è notevolmente inferiore e quindi non sono possibili paragoni o confronti tra le due città);
DISPONE

la revoca dell’assegnazione della Champions League 2007 al Milan A.C., oltre alla revoca delle altre sei edizioni vinte dal Milan A.C. dal 1963 ad oggi e alla revoca dei 17 campionati vinti finora da questa squadra.

E’ in fase di studio un campionato in cui le squadre partecipanti abbiano pari valore o per lo meno una differenza di valori che non superi un limite stabilito, per dirla in parole povere oggi è come se il Milan scendesse in campo con 11 giocatori e le altre squadre chi con 9, chi con 7, chi senza portiere, ecc.
Per quanto riguarda il numero grosso modo ci sono due alternative, smembrare Milano in tante realtà più piccole, con la possibilità di ogni squadra milanese di attingere solo alle risorse della propria zona, con dimensione tra i 100.000 abitanti ed i 300.000 abitanti per esempio, in modo da adeguare queste squadre alla maggioranza delle città italiane. Oppure accorpare le città più piccole a formare squadre che per numero e risorse possano competere con le squadre delle grandi città tipo Torino e Roma, in modo che anche un paesino di 1.000 abitanti possa vincere uno scudetto.
Per il reddito l’obiettivo principale è avere la stessa paga per un operaio di Milano e per uno di Palermo, quando oggi le due paghe sono parecchio differenti, ma questo, oltre a competere allo Stato Italiano e non alla FIGC, richiederà parecchio tempo per cui per l’immediato si cercheranno soluzioni temporanee.

Approvato dall’assemblea federale del 25 maggio 2007 Il presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio Francesco Carraro

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