stipendiati nelle ONLUS: la normativa vigente

stipendiati nelle ONLUS: può averne una società senza fini di lucro? Il buon senso dice di no, ma cosa dice la legge in proposito? Sembrerebbe a prima vista che lo permetta (solo in Italia ci sono 700.000 lavoratori ONLUS, per cui viene da pensare se ci sono i lavoratori la legge lo consente), ma la realtà è ben diversa, e cioè non c’è una legislazione in materia e lo stipendio è permesso perché gli operatori sono lasciati liberi di fare quello che vogliono, per i motivi che non esaminiamo in questo post (vedi anche rimborso spese ai volontari e mancanza di leggi specifiche)

ONLUS, la legge sugli stipendiati: un foglio bianco
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la truffa delle ONLUS: email da Misericordia Milano

Milano, 29 gennaio

Buongiorno,
lei dovrebbe essere, almeno a giudicare dai record DNS, il sig. Francesco Barnaba titolare del dominio gradiniemappe.com.
Le scrivo in riferimento alle sue accuse diffuse tramite un articolo a sua firma, circa l’associazione che rappresento pro tempore, in particolare in riferimento alla pagina http://gradiniemappe.com/?p=108, nella quale si titola “La truffa delle ONLUS, la Fraternità di Misericordia Milano.”

Mi spiace che, probabilmente a causa della sua conoscenza parziale delle ONLUS, riporti poi delle informazioni che non sono veritiere.
Innanzitutto l’associazione Fraternita di Misericordia Milano è iscritta al Registro Regionale del Volontariato con il numero MI-1298 (legge regionale 22 del 1993 poi confluita nella legge 1 del 2008) e in quanto tale è ONLUS di diritto, i dati della sua struttura sono noti in Regione Lombardia e AREU e sono riportati sui bilanci sociali reperibili dal link pubblico in home page del sito.

Che una ONLUS possa avere dipendenti è stabilito dalla Legge 11 agosto 1991, n.266, meglio nota come “legge quadro sul volontariato”, che all’art3 comma 4 riporta: “Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da esse svolta.”

L’associazione impiega come consentito dalla legge di cui sopra, dipendenti durante i giorni feriali per espletare i servizi di Emergenza Urgenza coordinati dalla centrale 118 di competenza (Milano), di notte e nei festivi a bordo delle ambulanze ci sono volontari, cosi come sono coperte da volontari le altre attività della Fraternita.

Quello che lei afferma: “Ecco, dal loro sito, quello che è stato taciuto nel volantino: nell’associazione ci sono anche dipendenti. E’ uno dei tanti modi di guadagnare con una ONLUS, attraverso lo stipendio. Si fa credere di agire solo per il bene del prossimo senza guadagnarci in maniera da ricevere finanziamenti e donazioni, poi i soldi ricevuti (una parte dei) si riversano nelle buste paga degli associati. ” non è assolutamente vero, in quanto il personale dipendente non gode di privilegi di associato, chi viene assunto e precedentemente ha svolto attività di volontariato in associazione, viene posto in aspettativa illimitata di ufficio dalle attività di volontariato e i suoi diritti sociali vengono “congelati”.
A smentire inoltre le sue affermazioni ci sono i verbali degli accertamenti da parte delle autorità preposte al controllo.

Tutti i volontari  non percepiscono alcun compenso, sotto qualsivoglia natura; ma spero che concordi con me, che persone che hanno deciso di fare di lavoro il soccorritore, regolarmente assunti, anche per una ONLUS, debbano essere retribuiti per il lavoro che prestano e il fatto che lo prestino per una ONLUS, forse dà un valore aggiunto di non lavorare per una azienda che ha come solo scopo il profitto.

Detto questo, la invito presso la nostra sede per comprendere meglio la nostra realtà, incontro che potrà avvenire solo di sera, in quanto io, pur essendo il rappresentante legale, lo faccio da volontario (come tutte le persone che hanno incarichi nell’associazione), ho un altro lavoro da dipendentente e non abito neanche a Milano.

Considerato inoltre che ritengo particolarmente offensivi i toni usati sul suo blog, la prego di oscurare la pagina in questione almeno fino a che non sarà venuto a trovarci in sede, per avere un quadro reale della situazione. In alternativa mi vedrò obbligato ad agire nei termini di legge per tutelare l’associazione dalle sue false accuse.

Copia della presente mail è all’attenzione del direttivo dell’associazione.

Cordiali saluti

post 668

bellezza e maggioranza

definizione di bellezza: è bello ciò che è in maggioranza

due nasi: qual’è più bello? Così non si capisce

per capire quale sia il naso più bello bisogna contare
in un pianeta dove i nasi aquilini fossero in maggioranza aquilino significherebbe bello
bello vuol dire maggioranza

Razza, cultura, lingua, religione o ancora età, sesso o disabilità fisiche: la non uniformità alla maggioranza può nascere da ragioni differenti. In qualsiasi forma si manifesti rappresenta però uno dei diritti fondamentali, individuali e di gruppo, oggi più minacciati dalla società globalizzata contemporanea in cui la non omologazione si traduce sovente in marginalizzazione o razzismo a tutti gli effetti. Le minoranze rappresentano circa il 20% della popolazione globale e sono presenti virtualmente in ogni paese del mondo. Il riconoscimento dei loro diritti, fra i più tardivi ad affiorare con chiarezza nel contesto internazionale, si pongono oggi fra i temi più delicati e critici per la stabilità di numerosi paesi e per il mantenimento della pace e dello sviluppo a livello mondiale.

da http://www.unimondo.org/Guide/Diritti-umani/Diritti-delle-minoranze, le varie minoranze. Non c’è ancora il concetto di brutto legato alla minoranza, questo perché rientra in un più largo discorso razziale diventato oramai tabù

rapporto tra fisici in sovrappeso e fisici “normali”. I fisici fuori norma sono anche minoranza
 post 667 

i clochard: gente inutile

I clochard non servono a niente.
Questo lo dici tu. Ho riempito questo carrello andando in giro a chiedere soldi per loro
un clochard, gente inutile secondo molti. Eppure a qualcosa servono, basta cambiare il punto di vista. Se si guardano per esempio dagli occhi degli operatori del terzo settore, per i quali rappresentano una lucrosa fonte di guadagno
 post 666