uno, due o tre

vedi anche
biblioteca
maschi-e-femmine-classi-separate
uno due o tre

Email al professor Zanniello, che non vede cambiamenti da fare nella spartizione degli spazi nelle sale lettura (ultima email). Se qualche responsabile di qualche sala lettura fosse invece d’accordo con me che una ripartizione a tre spazi invece che ad uno o due (http://gradiniemappe.blogspot.com/2009/10/biblioteca.html) porterebbe dei benefici ai lettori/studenti e volesse provare a sperimentare, puo’ inviarmi una email scrivendo a francescobarnabachiocciolayahoo.it per un progetto collaborativo.

Gentile prof. Giuseppe Zanniello, buongiorno. Mi chiamo Barnaba Francesco e scrivo a proposito dell’articolo sul Corriere della Sera a proposito delle classi miste oppure separate. Possibile che non si possa attuare una soluzione mista, come dalle immagini che seguono, dando la possi
bilita’ allo studente di scegliere la classe che piu’ gli aggrada, e tenendo conto anche della diversita’ dei vari studenti e dei diversi stati emotivi di uno stesso studente, per cui in certi momenti ha bisogno di piu’ concentrazione e di non vedere donne mentre magari in altri momenti piu’ rilassati puo’ anche permettersi di avere una donna nei banchi di fronte? Grazie

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> Stamattina si delira alla grande, direi…
> saluti allo studente Francesco Barnaba (prima il nome, ragazzo, il cognome
> sempre dopo…e con “rispondi a tutti” si coinvolge tutto un indirizzario in
> un dialogo tra lei e il prof. Zanniello) e ai colleghi coinvolti in
una
> questione cotanto interessante e urgente 😉 Buona giornata Ida Fazio
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scusate, ma in questo modello educativo le donne appaiono e sco
mpaiono in risposta
alle esigenze maschili di concentrazione o relax? Sen e Nussbaum parlano di “donne
mancanti” ma pensavo si trattasse di un fenomeno legato al mancato sviluppo dei paesi
post-coloniali, invece… non si smette mai di imparare!
buon lavoro a tutti
Serena Marcenò

–Serena Marcenò
Dipartimento di Arti e Comunicazioni
Università di Palermo
V.le delle Scienze – Edificio 15
90128 Palermo
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Egregio signore
non bisogna confondere le diverse finalità di una biblioteca e di una scuola. E’ bene che le biblioteche restino così come sono e che le persone si concentrino nella lettura dei libri e delle riviste indipendentemente da chi condivide con loro la sala di lettura.E’ bene che la scuola rispetti i diversi ritmi e stili di apprendimento dei soggetti maschili e femminili e che contribuisca a valorizzare le loro specifiche identità di genere mediante la cultura.
G. Zanniello

post 29

fusione 3

Fintanto che le due mappe saranno ad una certa distanza, saranno distinte una dall’altra e potranno conservare le proprie gerarchie

post 28

fusione 2

Unione tra due mappe (tratte da http://www.lemappementali.splinder.com/). Se trattano lo stesso argomento, due mappe si uniscono a formare una terza mappa. Delle due voci dominanti nelle due mappe separate una sara’ la voce dominante della nuova mappa risultante (oppure un miscuglio con pezzi dell’una e pezzi dell’altra)

nelle due immagini sopra la voce in bianco è dominante rispetto alla voce in verde
qui è il contrario, ha la meglio la voce in verde

Questo è quello che si vede, una mappa. Che è un po’ come una molecola, o una galassia, cioe’ l’unione di tante mappe fuse una dentro l’altra

post 27

mie mappe

Mie mappe, piu’ che altro mappe degli altri riadattate. Riadatto le mappe degli altri perchè non ne ho mai fatta una  e sono interessato piu’ a trovare nuove vie che non percorrere quelle gia’ esplorate e riesplorate, per cui mi affranco, ringraziando per il lavoro gia’ compiuto da altri mind-mapper, dalla fatica di gerarchizzare o concettualizzare un qualcosa, cioè redigere una mind-map, ipotizzando che da quel punto di vista sia gia’ stato detto tutto e non ci sia niente da aggiungere.

post 26

fusione

 

Due mappe di Astrid Morganne (http://lemappementali.splinder.com/). Una mappa non è mai un qualcosa di distinto dalle altre mappe, ma il risultato di mappe su mappe che nel tempo si uniscono (e dividono) tra loro, a seconda che si trovi o meno un metro comune. Fintanto che nel cervello due pensieri (due mappe) sono posti in due ambienti separati, ogni pensiero mantiene le sue gerarchie. Quando invece per una qualche esigenza i due pensieri sono posti all’interno dello stesso ambiente, il cervello li unisce tra loro creando nuove gerarchie adattate al pensiero dominante

post 25