micro e macro

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micro e macro
micro e macro 2
navigare dal micro al macro
mille vie mille opzioni

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passaggio dal macro al micro, indicato dal numero 1-1-2-7-29-121 ad indicare i settori di appartenenza riferiti alle varie scale di aggregazione, dal primo numero, 1, riferito alla tavola principale che comprende tutto, fino al numero 121, riferito alla tavola scomposta in 256 parti. Per una divisione per due la serie è incompleta perchè si passa dal 7 al 29 (e dal 29 al 121, ecc) saltando un passaggio.

Come si passa dal micro al macro? Nell’esempio delle immagini una interpretazione prendendo a prestito un metodo spesso seguito dai componenti hardware e software dei nostri computer, raddoppiare o dimezzare a seconda se si voglia andare nel grande o nel piccolo. Ne viene fuori una mappa che permette di dirigersi verso una qualsiasi via di una qualsiasi citta’ conoscendo oltre al nome della via il settore abbinato, partendo dal primo che comprende tutta la citta’ per passare al secondo che la divide in due e cosi’ via fino al settore specifico della nostra via. In questo modo avendo a mente una tabellina come quella sotto è possibile capire subito dove si trova una via senza bisogno della mappa specifica di quella citta’.

http://picasaweb.google.com/garauno/DivisoDue?feat=directlink

 


                                                                                                                                                                 post 8 

cosa manca nelle mappe


Una schermata ottenuta effettuando una ricerca in internet per la voce mappe mentali. Il risultato è una serie di mappe con lo stesso schema che si ripete, una voce importante al centro e altre meno importanti mano a mano che si va verso la periferia del foglio. Che è una idealizzazione di come vorremmo fosse organizzato quello che osserviamo, o il nostro pensiero. Ma non è la realta’, il nostro cervello (o il discorso di presentazione di un evento, l’organizzazione di un’azienda, eccetera) non è cosi’ perfetto, non ha delle gerarchie cosi’ ben definite per cui cio’ che è piu’ importante è all’inizio della gerarchia, anzi tante volte il problema principale di un qualcosa di problematico è proprio l’inversione dei ruoli per cui aspetti meno importanti rivestono ruoli primari.

Differenze tra una mappa mentale sana ed una malata. Le mappe malate sono comunque una minoranza, rispetto alle mappe sane, perchè i mind mapper stanno bene attenti a fare la scala dal piu’ grande al piu’ piccolo. Le aziende (o i pensieri, i siti web, eccetera) malate invece sono in numero maggiore in proporzione  perchè viene piu’ difficile nella  analisi della realta’ cogliere tutti i fattori, molte volte la scala gerarchica non è rispettata non per inversione di ruoli ma per vere e proprie mancanze, per cui fattori primari non compaiono neanche. Anzi nelle ricerche avanzate (tipo CERN) sono piu’ i fattori che mancano che quelli sballati.

                                                                                                                                           post 7

Perchè gradini e mappe?

Perchè gradini e mappe? Per unire alla gerarchizzazione, gia’ presente nelle mappe tradizionali, il concetto di tempo e la conseguente suddivisione delle evoluzioni delle mappe mentali in step principali da superare per arrivare ad essere quello che vorremmo ma che è ancora lontano dall’avverarsi: uno specchio della nostra mente, e dell’universo che ci circonda.

                                                                                                                                            post 6 

la scelta

nella prima immagine una mappa tradizionale

 

che cerca di descrivere un processo mentale. Sotto la stessa mappa con l’aggiunta del movimento, riducendo il nostro pensiero ad una successione continua di si o no

post 5

opzioni



Nelle animazioni un esempio di decisioni basate su precedenti esperienze, riferito ad un problema riscontrato sul mio portatile, il blocco del mouse scegliendo l’opzione ibernate.Nella prima animazione il primo cartello indica le opzioni disponibili ad ogni messa in pausa del computer, stand-by ed ibernate. Nella seconda animazione compaiono altri due cartelli che indicano una variazione rispetto all’uso normale delle opzioni ibernate e stand-by, variazione presente sul mio portatile per qualche problema in windows: mettendo il computer in ibernazione al riavvio il computer presenta il mouse fermo, quando invece usando lo stand-by il mouse al riavvio non ha problemi, per cui ogni volta che mi si ripresenta la scelta ricordo il secondo cartello del tragitto ibernate e scelgo l’opzione stand-by.

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sotto una animazione con le opzioni ibernate e standby

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