pila di uomini

Collaborazioni al blog: gradiniemappe cerca un locale, una sala studio-lettura, un bar, un gruppo di lavoro per applicare ad un insieme di uomini le leggi che governano la pila di Volta (sotto), per cui dividendo la sala in due parti si viene a creare una differenza di valore tra i due gruppi con conseguente emissione di forza lavoro.
Con il risultato che un gruppo diviso in due parti rende piu’ di un gruppo unico.
Nelle immagini in primo piano una sala normale, ed in secondo piano la sala divisa in due con la facolta’ data alle persone di fare parte della prima o seconda sala.
pila1

 

pila2

Pila di Volta

La pila di Volta fu il primo generatore statico di energia elettrica mai realizzato. Inventata da Alessandro Volta intorno al 1800, essa costituisce il prototipo della batteria elettrica moderna.
La pila di Volta è costituita fondamentalmente da una colonna di più elementi simili sovrapposti, cosiddetti elementi voltaici, ciascuno dei quali consiste in un disco di zinco sovrapposto ad uno di rame, uniti attraverso uno strato intermedio di feltro o cartone imbevuto in acqua salata o acidulata. Al posto del rame è possibile impiegare anche l’argento; al posto dello zinco si può usare anche lo stagno.

Collegando gli estremi superiore ed inferiore della pila per mezzo di un conduttore elettrico si produce un circuito nel quale passa corrente continua.

Per avere un flusso di cariche elettriche occorre mantenere una differenza di potenziale tra i due poli: a questo scopo si usano i generatori di corrente elettrica. Il primo generatore di elettricità della storia è appunto la pila.

Pochi sanno però che usando materiali inossidabili a temperatura e pressione ambiente al posto del rame e lo zinco, come il silicio monocristallino e grafite (o carbonio in fibra) o ferrite(semplice calamita in magnetite) e acqua pura deionizzata demineralizzata, si ha una generazione di corrente elettrica a bassissimo amperaggio ma ad alto voltaggio non dovuta alle forze elettrochimiche, bensì a forze idrodinamiche che ancora non sono del tutto comprese.Tale generatore non avrebbe un consumo di materiale nel tempo a differenza della pila su descritta, pur non essendo altrettanto potente. Ogni sequenza di silicio-acqua-carbonio dà circa 0.5-1.0 Volt e circa 20-50 micro Ampere.[senza fonte]

La pila di Alessandro Volta può essere considerata una batteria di celle galvaniche collegate in serie. Fra i due elettrodi metallici di ciascuna cella si instaura una differenza di potenziale che viene mantenuta costante da forze di natura chimica. Ogni elettrodo infatti tende a rilasciare ioni metallici positivi nella soluzione con la quale è a contatto, assumendo rispetto ad essa un potenziale negativo. La differenza di potenziale fra un elettrodo e la soluzione dipende dal tipo di metallo di cui è composto l’elettrodo. Utilizzando ad esempio un disco di zinco ed uno di rame come fece Volta, si misura presso lo zinco un potenziale negativo maggiore in valore assoluto rispetto a quello del rame. Collegando i due elettrodi per mezzo di un conduttore si genera un movimento di elettroni dal polo di carica negativa a quello di carica positiva (dallo zinco al rame nel caso precedente) e dunque una corrente elettrica di verso opposto.

Il movimento di elettroni nel circuito esterno alla pila tende a compensare ed annullare la differenza di potenziale fra gli elettrodi e la soluzione; affinché la corrente si mantenga costante è necessario che il polo negativo venga costantemente rifornito di elettroni sottratti al polo positivo. Questo compito è affidato alla soluzione elettrolitica. Considerando per esempio una soluzione di acido solforico in acqua a contatto con elettrodi di zinco e rame, si osserva che gli ioni derivanti dalla dissociazione dell’acido solforico si dirigono nell’interno della soluzione verso l’elettrodo di zinco. Gli ioni H3O+ dell’acido si dirigono invece verso l’elettrodo di rame al quale tolgono ciascuno un elettrone.
L’energia chimica che si sviluppa durante le reazioni fra i metalli e la soluzione è quella necessaria per consentire il flusso di corrente.
Ogni elemento collegato in serie contribuisce ad aumentare la tensione elettrica fra gli estremi della pila e dunque la sua forza elettromotrice. http://it.wikipedia.org/wiki/Pila_di_Volta
                                                                         post 241 
Posted in Uncategorized.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *