privacy per i monitor: a che punto siamo

a che punto siamo: privacy per i nostri PC
nel post 160 avevo scritto del primo piccolo cin cin dopo tante proposte di futuro

questa volta non e’ un cin cin ma un preavviso di cin cin, una discussione in un forum sull’argomento http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?t=53727&sid=382c306e268de3d8b1f6783a07a09d9c
medagliata con l’iscrizione alla newsletter (il simbolo Z dell’immagine sotto), premio per i topic piu’ interessanti. Anche dai toni della discussione si ha la percezione che sia giusto girare i monitor o comunque adottare una soluzione che permetta la visibilita’ solo ai proprietari del PC
In   http://gradiniemappe.com/?page_id=814
c’era invece in vendita il post riguardante la risposta del garante, che diventa adesso free (dopo immagine sotto)



quella sotto e’ una raccomandata al garante che pero’ non ha risposto alla mia richiesta di esprimere un giudizio sulla questione privacy per i monitor dei luoghi pubblici, biblioteche in particolar modo, tenendosi sul vago
li giriamo o no questi monitor?

Spett.bile Garante per la Protezione dei Dati Personali, scrivo a proposito della violazione della privacy nelle biblioteche italiane per quanto riguarda le postazioni PC come da lettera sotto inviata ad un direttore di una di queste biblioteche (Vigentina, Milano), senza ricevere risposta, con richiesta al Garante di esprimere un giudizio sulla questione

(lettera al direttore, 05 ottobre 2010)
Spett.bile direzione biblioteca, scrivo questa lettera a seguito delle continue violazioni della privacy da parte dei vostri bibliotecari, che in tutte le maniere controllano lo schermo del mio portatile.
Non voglio in questo contesto discutere sulle ragioni del loro comportamento (vorranno controllare se visito siti porno immagino, visto che oltre allo schermo guardano anche qualcos’altro) quanto ricordare che anche se non c’e’ una legislatura in materia lo schermo del PC di un utente e’ da considerare proprieta’ privata e quindi nessuno puo’ accedere alle informazioni a schermo a parte il legittimo proprietario. Un po’ come se fosse un portafoglio, una borsa, uno zaino: anche se qualcuno ipotizza che ci sia un reato (per esempio delle banconote false all’interno del portafoglio) non puo’ chiedere al proprietario di mostrargli il contenuto (fosse anche la vigilanza di un supermercato, un bibliotecario, eccetera) ma deve rivolgersi alla polizia che e’ l’unica autorizzata a vedere cosa c’è nel portafoglio.
Chiedo quindi in forma ufficiale adeguate misure tecniche affinche’ solo io possa vedere lo schermo del mio PC quando lo uso nella vostra biblioteca (o al massimo un poliziotto, ma non un bibliotecario), con richiesta di risposta per iscritto per un eventuale ricorso alla giustizia ordinaria in caso di diniego

Milano, 3 novembre 2010

GPDP – Ufficio Garante Privacy
Roma, 22/12/2010
Prot. 0027743 /U
Fasc 71385
Rif: DREP/MC/71385- 1/

Oggetto: sua email del 3 novembre 2010

1. Con riferimento a quanto indicato in oggetto, con la presente, resa ai sensi dell’art 11, comma 2 della deliberazione del garante n. 65 del 14 dicembre 2007 (reperibile sul sito dell’Autorità con il numero documento web 1477480), nel ringraziare per l’attenzione prestata nei confronti dell’attività istituzionale di questa Autorità, si comunica che l’esame del caso segnalato non ha consentito di ravvisare, allo stato degli atti, idonee e documentate circostanze per un intervento del Garante in conformità ai compiti ad esso demandati dal d.lg. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), tenuto conto che il Codice non si applica in caso di trattamenti di dati effettuati da persone fisiche per fini esclusivamente personali (come sembra essere quello segnalato) salvo che ii dati trattati non siano oggetto di successiva comunicazione sistematica o diffusione (art. 5, comma 3 del citato codice).

2. Pur esulando, pertanto, la fattispecie in esame, dalla competenza di questa Autorità (v. articoli 11, comma 1, lett a) e 13, comma 4 della deliberazione n. 65/2007 cit.), resta impregiudicata, sussistendone i presupposti, la facoltà di interessare l’autorità giudiziaria ordinaria per far valere eventuali responsabilità (anche in relazione alle eventualifattispecie di reato che potrebbero astrattamente essere rinvenibili nella condotta oggetto di segnalazione) e pretese risarcitorie (anche alla luce del combinato disposto tra il menzionato art. 5, comma 3 e l’art 15 del codice) derivanti dal caso di specie, che la S.V. potrà far valere nelle competenti sedi giudiziarie, trattandosi di profili rispetto ai quali la vigente normativa in materia di protezione dei dati personali non ha attribuito alcuna competenza a questa Autorità.

3. Tanto premesso, ove dovessero emergere precisi elementi comprovanti violazioni della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali in relazione al caso in questione, la S.V. è invitata a valutare l’opportunità di trasmetterli a questo Dipartimento, indicando l’oggetto e il riferimento sopra riportato nelle eventuali ulteriori comunicazioni a tal fine indirizzate all’Autorità.

il dirigente (dott. Giuseppe Staglianò)

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